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I surfisti della vita   

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC)

Robin | Pubblicata sab Lug 15, 2017 2:28 pm | 3018 Visualizzazioni

Tratto da una discussione nel forum "Surfisti della Vita".

Un surfista mi chiede: "tu che riesci a sgamare (e gestire) il DOC: come fai?"

Ci sono diversi livelli attraverso cui sgamare e gestire il DOC e in linea di massima dipende da: 1) quanto acuto è il DOC 2) il livello di consapevolezza del disturbo preso singolarmente 3) il livello di consapevolezza delle interazioni tra DOC e altri disturbi che potrebbero essere presenti (per esempio DB* e DA*). 

Ci sarebbero milioni di altre cose da aggiungere, questo che sto per scrivere è davvero una goccia nell'oceano. Eppure, come dico sempre, intanto condivido la mia goccia e chissà possa tornare utile a qualcuno tra voi che state leggendo :)    


PUNTO 1) INTENSITÀ DEL DOC.

Il DOC non è una cosa unica e uguale per tutti, né sempre uguale nella stessa persona durante l'arco della vita. Può essere caratterizzato da diverse intensità e manifestazioni e per ognuna vanno impiegate strategie differenti, ritagliate su misura per la singola fase o per il caso specifico.

In breve, se si hanno forti compulsioni ovviamente quelle sono il primo segnale che si è vittima di una crisi del DOC (da distinguere rispetto a una crisi dovuta a episodio maniacale del DB ma anche diversa rispetto a quando DOC+DB agiscono insieme). Ad esempio, se ci si rende conto che si stanno scrivendo dozzine di liste di cose da fare è un chiaro esempio che si sta "sotto effetto di DOC". Tu da dentro non te ne rendi conto ma se ti fermi un istante a riflettere ti rendi conto che in quello scrivere compulsivo e nell'avere dozzine di liste c'è qualcosa che non va: anche se sembra un atto innocuo, di fatto ti smaschera un meccanismo mentale che invade (disastrosamente) ogni ambito della tua vita, non solo la scrittura delle liste - va ben oltre, è questo il nodo fondamentale da capire. Il DOC è una sorta di forma mentis, un mindset, un meccanismo mentale radicato. Ecco perché va individuato e gestito e nel caso di una "crisi" va fermato: in questo modo si può prevenire che vada a infestare tutti gli altri aspetti del quotidiano.
C'è chi pulisce casa 500 volte al giorno, chi si lava le mani troppo frequentemente fino a farle sanguinare, chi come me aveva liste per ogni cosa - da quelle serie e importanti a quelle banali e decisamente non fondamentali. Non appena vi rendete conto di avere un comportamento "particolare" nei confronti di qualcosa, beh, è un chiaro segnale che dovrebbe mettervi in allerta e spronarvi a lavorare su voi stessi e a informarvi meglio per approfondire.


PUNTO 2) LIVELLO DI CONSAPEVOLEZZA DEL PROPRIO DOC.

Questo aiuta molto a sgamarsi nel caso in cui non ci siano più le compulsioni perché il DOC diventa molto meno evidente e spesso si tende a pensare di esserne "guariti" e invece il nostro amico/nemico continua ad agire indisturbato in background. Il vero problema del DOC è che è realmente assimilabile ad un mindset, una vera e propria forma mentale, per questo radicata dentro e diventa estremamente difficile snidarlo e cabiarne i meccanismi profondi. E anche quando viene stanato, resta molto complesso cogliere quando è in azione proprio perché sapere di averlo non ti garantisce affatto una maggior facilità nello snidare i meccanismi sepolti: se non si hanno compulsioni forti non è un disturbo "palese" come potrebbe essere il DB dove mania e depressione possono essere molto evidenti.

Per sgamare il suo modo di agire bisogna sapere come agisce e che mindset ti porta ad avere, e anche questo è un discorso da papiro. Molto in breve, i campanelli d'allarme più semplici da individuare sono:

  1. il modo di ragionare in termini di tutto-o-niente (all-or-nothing) e di bianco-o-nero (black-or-white). Si ragiona per estremi e non esistono le mezze misure: le sfumature non vengono neanche mai prese in considerazione.
  2. il percepire tutto come un "dovere". Persino i piaceri, del tipo "devo uscire con un'amica", "devo vedere un film", "devo-devo-devo". Anche le attività di svago o di piacere diventano doveri.
  3. Il perfezionismo. Fare tutto alla perfezione, essere impeccabili, non concedersi il diritto di fare errori o commettere imprecisioni. E non tollerarlo né concederlo agli altri!

Una frase che racchiude perfettamente il suo meccanismo è "deve essere tutto perfetto" oppure "deve essere tutto in ordine". Ti capita mai di pensarlo? Se sì, e se ciò ti crea ansia agitazione, iperattività o disagio allora sei sicuramente sotto effetto di DOC: le parole "devo" e "tutto" e "perfetto" sono chiari sintomi. 

Da linguista ed esperta di comunicazione, una delle mie strategie più efficaci per me per sgamarne i meccanismi è proprioo attraverso il linguaggio - esattamente come ho mostrato analizzando quelle apparentemente semplici e innocue frasi.

Esprimersi parlando a voce alta, sì anche quando si è da soli, aiuta non poco nello sgamare i meccanismi della mente, nel dar voce alle frasi mentali spesso frutto di ruminii o rimuginii deleteri e fastidiosi. Quando parliamo a voce alta lasciamo uscire la mente. Consiflio di usare molto il linguaggio per aiutarsi a sgamare il nemico che agisce (visto che lo fa in modo molto subdolo) perché ciò che diciamo e il modo in cui usiamo la nostra lingua, cioè le espressioni e le parole che scegliamo per esprimerci, rispecchiano i nostri costrutti mentali e manifestano "fuori" ciò che ci accade "dentro" a livello cognitivo e metacognitivo (e tanto nel livello cosciente quanto incosciente). 

Creare consapevolezza laddove c'è condizionamento è la prima chiave per capirsi e per capire - e per guarire.

PUNTO 3) INTERAZIONE CON ALTRI DISTURBI.

Più diventi consapevole dei singoli meccanismi dei singoli disturbi e più diventa semplice cogliere anche le interazioni tra di loro. Di conseguenza, diventa possibile la gestione delle crisi sia quando tutti si mescolano assieme sia se ne agisce uno solo. In una fase iniziale sembra impossibile "dividerli", almeno per me era così: prima di iniziare il percorso terapeutico e di consapevolezza, per me una crisi DB era sempre associata a una crisi del DOC insieme a una del DA - al punto tale che anche se sapevo di soffrire di 3 disturbi (e già tale consapevolezza era stato un enorme passo avanti) comunque non avevo la minima consapevolezza (e quindi controllo) che quando avevo una "crisi" essa era il prodotto di 3 interazioni diverse. Per me era UNA crisi e basta. Ora invece no. Ora so benissimo chi sta agendo, come e quanto.

Nella fase intermedia del lavoro su me stessa a volte riuscivo a bloccarli sul nascere, altre volte no, altre volte ne sgamavo uno prima di un altro, altre volte ancora purtroppo non riuscivo a fermarne uno e allora tempo qualche giorno o ora e si portava dietro a braccetto pure qualcuno degli altri. Ma è procedendo per tentativi, cadendo e rialzandosi di continuo - e soprattutto traendo insegnamento da ogni caduta - che alla fine sono arrivata al punto di avere pieno controllo e gestione (e prevenzione!) di ogni cosa, sia che agisca singolarmente o in associazione ad altro.

Un passo importante, mano a mano che si procede nel percorso, è diventare ancora più veloce nel bloccarli quando vogliono agire e come punto di arrivo ideale sarebbe riuscire proprio a non farli colpire - per l'appunto ciò che io chiamo prevenzione. Convinti e motivati verso questo orizzonte ultimo a cui tendere sempre, dedicatevi quotidianamente ma senza fretta e armati di tanta costanza e pazienza a percorrere la vostra strada verso la serenità e l'equilibrio, verso il benessere tanto fisico quanto psicologico e mentale.

Non abbiate pretese assurde, non createvi false aspettative e non mettetevi pressione né fretta: voi mettetevi semplicemente in cammino, possibilmente guidati da mani e menti esperte, perché vi permetteranno di procedere in sicurezza e velocità. I risultati arriveranno, bisogna concedersi il lusso dei tentativi e degli errori e soprattutto darsi tempo, restando focalizzati e motivati.   

* DB = Disturbo Bipolare

* DA= Disturbi Alimentari

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